A SCUOLA DI UMANITÀ La Comunicazione Aumentativa Alternativa all’Istituto Comprensivo “Polo 2” di Casarano

C’è un modo di vivere la scuola come il luogo dove l’umano, in tutte le sue sfaccettature, è un valore aggiunto alla nostra vita, perché l’uomo è il primo luogo dove il vero, il bene e il bello sono manifesti ogni giorno.

Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà” diceva papa Francesco in un sabato di maggio del 2014 a migliaia di insegnanti e studenti in piazza S.Pietro.  E continuava:  “Essa è un luogo di incontro nel cammino - e parlava anche di una missione - La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ingredienti”.
Questa visione della scuola è stata sperimentata e resa concreta in un'esperienza didattica che abbiamo vissuto insieme a M. e che vogliamo raccontare.


Nel settembre del 2016, M. varca per la prima volta le porte della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Polo 2” di Casarano, dopo un’esperienza ricca di stimoli vissuta nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria dello stesso Istituto. Come tutti i ragazzini, M. ha una vitalità impressionante, è energico, pulsante di vita, gioioso, ma si è imbattuto in una realtà più complessa di quella nella quale si imbattono tanti di noi. Questa realtà più complessa e faticosa si chiama Sindrome di Shprintzen-Goldberg, una malattia estremamente rara che, oltre a gravi deficit e anomalie fisiche, comporta una grave difficoltà nell’apprendimento e nella comunicazione.

Che cosa fa la Scuola di fronte ad ogni ragazzo, di fronte al singolo alunno? Qual è il suo scopo, il suo nobile compito? Il compito della Scuola è quello di formare, di educare, che non significa “dotare i ragazzi di un grande bagaglio di informazioni”, come talvolta si è indotti a credere. La parola EDUCARE è un verbo composto da una particella, EX , che significa da, di, fuori e da un verbo, DUCERE, condurre, trarre; significa, quindi, “trarre fuori”, “far venire alla luce”.  Esiste un modo di vivere la scuola come vero luogo di educazione, un luogo dove far venire alla luce, attraverso gli “ingredienti” giusti, i desideri e le capacità degli studenti. Per M. era necessario trarre fuori, far venire alla luce la possibilità di comunicare con il mondo. Perché comunicare rende uomini, e lo aveva ben capito Martin Heidegger quando, in Lettera sull'Umanesimo,  scriveva che “Il linguaggio è la casa dell'essere. Nella sua dimora abita l'uomo”. Il linguaggio permette l’incontro e proprio la ricerca di una comunicazione possibile per M. ha costituito il fulcro della progettazione educativa e l'obiettivo fondamentale per il Consiglio di Classe, l’educatrice, i genitori, la dirigente scolastica (senza la disponibilità della quale non sarebbe stato possibile realizzare il progetto). L'ingrediente che abbiamo cercato e sperimentato all’interno della scuola insieme ai docenti e all’educatrice è stata la CAA, Comunicazione Alternativa Aumentativa. Con il CTS (Centro Territoriale di Supporto Provincia di Lecce), che ha sede presso l’ Istituto Tecnico Statale “Grazia Deledda” di Lecce, infatti, si è avviato un progetto-percorso di CAA grazie all’equipe pedagogica dell’Istituto.   Questa sigla “è il termine usato per descrivere tutte le modalità di comunicazione che possono facilitare e migliorare la comunicazione di tutte le persone che hanno difficoltà ad utilizzare i più comuni canali comunicativi, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura. Si definisce aumentativa perché non sostituisce ma incrementa le possibilità comunicative naturali della persona. Si definisce alternativa perché utilizza modalità di comunicazione alternative e diverse da quelle tradizionali. Si tratta di un approccio che tende a creare opportunità di reale comunicazione anche attraverso tecniche, strategie e tecnologie e a coinvolgere la persona che utilizza la CAA e tutto il suo ambiente di vita” ( da Isaac Italy).


Poiché le abilità linguistico- comunicative di M. erano gravemente  compromesse a causa di una sindrome e di un conseguente intervento di tracheostomia, abbiamo cercato ardentemente un  ingrediente che potesse diventare uno strumento attraverso il quale quel mondo grande che è presente in ogni ragazzo potesse venire alla luce.  


 Durante la preparazione del progetto di CAA elaborato per M., sono stati creati contesti d’interazione strutturati dagli operatori del Centro, il professore Maurizio Molendini e il consulente esterno, l’ingegnere Lucia De Filippi. La scuola ha fornito strumenti e supporti tecnologici fondamentali per il percorso progettuale ben orientato e condiviso. La comunicazione facilitata ha mirato a potenziare le abilità già presenti in M., a valorizzare le modalità comunicative naturali (l’indicazione degli oggetti, ad esempio) e a potenziare l’ uso di modalità speciali (soprattutto il computer), utilizzando tutte le competenze comunicative del ragazzo, includendo le vocalizzazioni o il linguaggio verbale residuo, i gesti, i segni, la comunicazione con ausili e tecnologie avanzate.


Nella fase di studio, gli ausili fondamentali attraverso cui sono state privilegiate le attività legate ai processi di letto-scrittura sono stati due: il quaderno di comunicazione con tabelle a tema (un sistema organizzato di rappresentazioni simboliche utilizzabili in diverse situazioni) e il passaporto (uno strumento che consente ad una persona con difficoltà comunicative di presentarsi, fornendo informazioni pratiche e utili in forma completamente personalizzata). M. ha imparato a riconoscere gli oggetti del reale nel primo e ha potuto finalmente presentare sè stesso attraverso il secondo. M., infatti, adesso è in grado di esprimere esigenze, ricordi, una parte di sé stesso, indicando una foto, un simbolo di questi due strumenti, che sono diventati, quindi, per lui due “fedeli amici” per comunicare.
Il percorso, progettato e realizzato con il CTS, ha consentito  a M., sebbene con molta fatica (che, tuttavia, non ha indebolito la sua forza di volontà e la voglia di comunicare), di presentare nel colloquio d'esame conclusivo della Scuola Secondaria di primo grado, attraverso un in – book (cioè un libro illustrato con testo integralmente scritto in simboli, pensato per essere ascoltato mentre un “compagno di cammino” legge ad alta voce), ciò che ama di più: il mare. L’in-book di M. è un percorso che illustra il mare in tutte le diverse discipline affrontate a scuola e in tutte le diverse sfaccettature che ama. In esso è possibile trovare le pagine sul delfino, quelle sugli sport acquatici, quelle sul mare di giorno e il mare di notte, sul ciclo dell’ acqua, sull’inquinamento del mare, sulla storia delle Repubbliche marinare, sugli animali marini e ancora la pagina dedicata alla musica e quella al Mar Mediterraneo. La pagina sull’Impressionismo vede la foto di una tela bellissima dipinta da M. Il percorso preparato ha come titolo “Oltre il mare”, perché si può andare “oltre”, si può sempre andare in fondo alle cose, si può andare oltre ogni difficoltà e amare l’umanità in tutte le sue sfaccettature, educare ed essere educati dalla realtà. Durante il colloquio, M. ha interloquito con gli insegnanti, ha risposto alle domande e ha descritto il mare, indicando e mostrando ai suoi interlocutori delle parole- target dell’ in-book. M., inoltre, ha comunicato liberamente anche attraverso gli ausili di comunicazione facilitata (il Passaporto, il Quaderno di Comunicazione, PCS, video e software specifici). Sono, altresì, straordinari i progressi che è riuscito a fare nella letto-scrittura delle vocali e delle consonanti e ancora più strabiliante è il fatto che, nonostante la tracheostomia, M. abbia iniziato a comunicare con l’insegnante di sostegno attraverso la ripetizione di alcune semplici parole (chiaramente, non avvenendo la vibrazione delle corde vocali, l’imitazione è avvenuta attraverso l’emissione di aria e l’articolazione labiale).


M. è stata la possibilità grande donata a tutti noi di aprirci alla realtà e di cogliere le esigenze più profonde dell’ umano. E tutti coloro che hanno collaborato a questa grande avventura (i genitori e l’ Istituto Comprensivo 2 Polo di Casarano – in tutti i segmenti scolastici in cui esso si articola, dalla scuola dell’infanzia, alla primaria, alla secondaria di I grado -, la dirigente Luisa Cascione, io, sua docente di sostegno, l’educatrice, tutto il consiglio docenti, tutti i collaboratori del CTS e i compagni di classe) sono stati i veri “ingredienti” umani che hanno dato la possibilità a M. di comunicare.


Il nostro augurio è che M. prosegua in questo percorso e che la Scuola sia sempre in grado di assolvere il suo compito: trarre fuori il vero, il bene, il bello dell’umano!


                                                                                         La docente di sostegno, Rita Forte


Cliccando QUI è possibile visualizzare le foto del percorso "Oltre il Mare".

passaporto MCAA 1

CAA 2 CAA 3

Data Pubbl.